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Guardiamo al periodo di mobilitazione intorno al 15 Ottobre come un periodo in cui implementare forme inclusive, ed allo stesso tempo radicali, di sciopero sociale che, rompendo con le strategie e i tempi stabiliti dai sindacati ufficiali in una direzione di compatibilità, siano capaci di motivare e connettere persone e gruppi su scala direttamente transnazionale.

E’ chiaro che ciò non sarà possibile senza ripudiare i sistemi di delega e rappresentanza vigenti, che sono quelli che nutrono sistematicamente la corruzione e la speculazione in tutti i territori inseriti nel network economico globale. Questo rifiuto richiede risposte di massa ed il più possibile sincronizzate tra tutte le forme di organizzazione e di efficace opposizione sin qui sviluppate verso la giornata contro la dittatura dell’austerity; dalla riappropriazione di reddito diretto ed indiretto al blocco delle infrastrutture metropolitane, passando per la rottura dei meccanismi di irregimentazione nelle scuole, nelle università e nei posti di lavoro di vecchia e nuova generazione. Tutte queste azioni organizzate devono rientrare in uno stesso obiettivo di cambiamento orientato ad interessi comuni e non individuali o settoriali. Solo in questo modo creiamo le condizioni per promuovere l’inclusività attiva e disseminare idee, espressioni e pratiche comuni, oltre la necessaria comunicazione virtuale.

Esperienze di massa come Gezi Park o la Primavera Araba mostrano il potenziale collante che ha la lotta per la riappropriazione degli spazi urbani come nuclei di confluenza, rilascio e moltiplicazione delle lotte dentro le città. Una lotta capace di rompere con le forme della “normalità capitalista” e potenziare il pensiero collettivo con nuove pratiche di lotta e gestione del territorio. Passare perciò a proposte ed azioni immediatamente agibili che possano cogliere di sorpresa le istituzioni ed i mezzi di normalizzazione e quindi neutralizzazione delle lotte.

In questo senso, la scommessa di uno sciopero sociale transnazionale il 15 Ottobre apre in tutti i territori globalizzati la possibilità che gli sfruttati ed i marginalizzati dalle politiche neoliberali possano riconoscersi in forme di opposizione collettiva ed organizzare il proprio futuro nel segno di quel Global Change che perseguiamo dal 2011. Tutto questo fuori dal frame di una scadenza temporale, come quella di una semplice manifestazione, con l’obiettivo di creare una temporalità differente basata su relazioni solidali e collettive durature nel tempo e di carattere universale per tutti i paesi in lotta.

Al fine di sviluppare forme ed azioni di sciopero sociale, il centro sociale La Dispersa ospita il 13-15 Settembre prossimi l’Hub Meeting Barcelona 2013, concepito come uno spazio di lavoro e di scambio per quegli individui e gruppi interessati a promuovere lo sciopero sociale in tutto il mondo. Potete vedere il programma degli eventi qui e scrivere qui per richiedere ospitalità

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